L’inizio del nuovo anno ha visto terminare il percorso di Formazione Specifica prevista dal progetto di Servizio Civile “In Cammino con gli ultimi – Calabria”.
Il 12 gennaio 2026 i ragazzi del Servizio Civile Universale (SCU) hanno partecipato, presso la Cittadella della Carità di Lamezia Terme (CZ), all’incontro conclusivo della loro formazione specifica, accompagnati nuovamente dai formatori Enzo Bova e Alfonso Canale e dalle formatrici esperte nei moduli presentati, significativa anche la presenza e la riflessione iniziale di don Fabio Stanizzo, delegato regionale nonché direttore della Caritas Diocesana di Lamezia Terme.
Comunicare CON e PER gli ultimi
La comunicazione è lo strumento primario per integrarsi nella società, per conoscere i propri diritti e per far valere la dignità che tali diritti garantiscono. La situazione delle persone fragili/in difficoltà rischia di aggravarsi ulteriormente a causa di un disagio comunicativo e linguistico intrinseco alla loro condizione di immigrati, persone appartenenti a gruppi etnici differenti o soggetti ad una scarsa alfabetizzazione.
Durante la formazione, quindi, ai ragazzi è stata presentata la figura del mediatore culturale, una figura che funge da “CHIAVE” per avviare i processi comunicativi tra fragilità e strutture. La dinamica del brainstorming ha permesso ai volontari di scoprire in modo dinamico le qualità e i metodi di lavoro di questa figura professionale poco conosciuta sul territorio calabrese.
Kamishibai: il tetro di carta e la riflessione
Il secondo momento della formazione, riprendendo un modulo precedentemente avviato, è stato un momento creativo e riflessivo per i ragazzi, i quali hanno ripercorso insieme ai propri “compagni di viaggio” la loro esperienza di servizio civile nei mesi. Una consegna apparentemente semplice: raccontare e rappresentare questi mesi insieme ai volontari della propria Diocesi.
Lo svolgimento di questa attività si è dimostrata invece difficile, poiché ha preteso un momento di stop e di rimembranza dei momenti belli, brutti, di sconforto e di ansia, di gioia e di confusione che hanno caratterizzato il percorso di ognuno dei ragazzi all’interno del servizio e delle relazioni con gli altri durante questi mesi.
Tra difficoltà di riflessione di gruppo e qualche problema tecnico nell’assemblaggio dei Kamishibai di gruppo i volontari hanno creato le loro storie, molti non completando il lavoro ma portandolo con sé come impegno da concretizzare entro la fine della loro avventura.
La tavola unisce: un momento di convivialità
Fedeli allo stile Caritas, la Formazione si è conclusa con un momento conviviale che ha visto i ragazzi delle diverse Diocesi riunititi nuovamente nella condivisione di un buon pasto, organizzato e gestito dalla Caritas ospitante. Mentre il percorso dei volontari SCU procede incalzante verso la sua conclusione questo momento ha ricordato e solidificato il senso di comunità ed unità che sta crescendo, anch’esso, nei loro cuori.