Ha preso il via martedì 20 ottobre, a Squillace Lido, il nuovo percorso della Scuola Diocesana della Parola, promosso dall’Ufficio Catechistico dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, attraverso il Settore per l’Apostolato Biblico.
Un’iniziativa fortemente voluta dall’Arcivescovo S.E. Mons. Claudio Maniago, che pone al centro della formazione ecclesiale l’ascolto, la conoscenza e la comprensione delle Sacre Scritture.
All’incontro inaugurale hanno preso parte catechisti, operatori pastorali, insegnanti di religione e diaconi, espressione delle diverse realtà impegnate nella vita delle comunità cristiane.
Il percorso, affidato a don Ferdinando Fodaro e padre Filippo Campolo, intende offrire un’occasione di approfondimento biblico che non si esaurisca nell’acquisizione di conoscenze, ma aiuti a maturare una fede più consapevole, capace di confrontarsi con le domande dell’uomo contemporaneo.
Il Kerygma nel Vangelo di Marco
A inaugurare il cammino è stato don Ferdinando Fodaro, che ha proposto una riflessione sul tema «Il Kerygma nel Vangelo di Marco», riportando l’attenzione al nucleo essenziale della fede cristiana: l’annuncio di Gesù Cristo crocifisso e risorto.
Il Kerygma, ha spiegato il relatore, è la proclamazione dell’opera di Dio compiuta in Cristo. Non si tratta semplicemente della trasmissione di una dottrina, ma dell’annuncio di un avvenimento che interpella l’esistenza e apre alla possibilità di una relazione personale con il Signore.
Richiamando la prima Lettera ai Corinzi (15,3-5), don Fodaro ha evidenziato come la morte e la risurrezione di Gesù costituiscano il fondamento dell’annuncio apostolico e il cuore della missione della Chiesa.
La fede, in questa prospettiva, nasce dall’incontro con Cristo e dall’accoglienza del volto di Dio Padre, pienamente rivelato nel mistero pasquale.
Marco, il Vangelo che conduce alla fede
Particolare attenzione è stata dedicata alla struttura e al messaggio del Vangelo di Marco, presentato come un racconto essenziale e dinamico, orientato a condurre il lettore alla scoperta dell’identità di Gesù.
Nel percorso tracciato dall’evangelista, la predicazione del Regno, i miracoli, le controversie e la chiamata dei discepoli trovano il loro compimento nella passione, morte e risurrezione di Cristo.
Il Vangelo diventa così un itinerario di fede, nel quale il discepolo è continuamente invitato a interrogarsi su chi sia veramente Gesù e su cosa significhi seguirlo.
Il relatore si è soffermato soprattutto sul prologo del Vangelo e sulle parole con cui Gesù inaugura la propria predicazione in Galilea:
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo» (Mc 1,15).
Un annuncio che introduce nella storia il tempo favorevole di Dio, il kairós, e chiede all’uomo una risposta libera e responsabile.
La conversione, dunque, non consiste soltanto in un cambiamento morale, ma in un nuovo orientamento dell’esistenza, illuminato dalla Pasqua di Cristo.
Dalla conoscenza della Scrittura alla vita delle comunità
L’avvio della Scuola Diocesana della Parola assume un particolare significato nel cammino pastorale dell’Arcidiocesi.
In un tempo nel quale la trasmissione della fede incontra nuove difficoltà e il linguaggio religioso rischia talvolta di apparire distante dall’esperienza quotidiana, tornare alla Scrittura significa recuperare la sorgente dell’annuncio cristiano.
Per i catechisti, gli insegnanti di religione, i diaconi e gli operatori pastorali, l’approfondimento biblico rappresenta una dimensione essenziale del proprio servizio. Prima ancora di comunicare contenuti, infatti, è necessario lasciarsi raggiungere dalla Parola, imparando ad ascoltarla e a riconoscerne la capacità di illuminare le vicende umane.
È questa la prospettiva nella quale si inserisce il progetto formativo sostenuto da mons. Maniago: favorire una familiarità sempre più profonda con la Bibbia, affinché la Parola di Dio torni a essere il riferimento vivo della catechesi, della predicazione e dell’azione pastorale.
Una Parola da ascoltare e testimoniare
La prima lezione ha consegnato ai partecipanti una prospettiva precisa: il cristianesimo nasce da un annuncio, quello di Cristo morto e risorto, e continua a vivere attraverso uomini e donne che accolgono questa buona notizia e la testimoniano.
La Scuola Diocesana della Parola si apre così come uno spazio di formazione e di incontro, ma anche come un invito a rimettersi in cammino sulle pagine della Scrittura.
Perché la Bibbia non è soltanto un testo da studiare o un patrimonio da custodire. È una Parola che continua a interrogare la Chiesa, a generare fede e a indicare strade nuove per l’annuncio del Vangelo.