Uno dei punti di forza e al tempo stesso un obiettivo fondamentale per la crescita di noi giovani animatori del Progetto Policoro è la formazione. Sì, proprio la formazione: una formazione profonda, di qualità, che ci accompagna nella crescita personale e comunitaria attraverso tre temi cardine che orientano il nostro cammino: giovani, Vangelo e lavoro.
Questi tre pilastri, dunque, sono il cuore pulsante del Progetto Policoro e si concretizzano in momenti significativi di formazione, tra cui spiccano i campi estivi organizzati dalle filiere del progetto. Le filiere, infatti, rappresentano un importante pilastro della nostra rete: sono luoghi vivi e attivi dove si intrecciano relazioni tra territori, diocesi, regioni, associazioni e realtà sociali che condividono valori comuni ispirati alla Dottrina sociale della Chiesa.
Queste collaborazioni sono fondamentali per leggere i bisogni dei territori, orientare la pastorale e programmare azioni concrete di animazione territoriale. Sono vere e proprie alleanze generative, che ci aiutano a comprendere e ad agire.
Il campo estivo con le ACLI
Quest’anno ho avuto la possibilità di partecipare al campo estivo organizzato dalle ACLI, intitolato “Il g(i)usto di fare ACLI: carisma e stile associativo nel cambiamento d’epoca”. Tre giorni intensi e ricchi, immersi nella bellezza storica, artistica e spirituale di Subiaco, terra di monasteri e silenzi fecondi.
Tre parole guida: riconoscere, interpretare, scegliere
Il percorso formativo si è sviluppato intorno a tre parole guida tratte dai discorsi di Papa Francesco sul discernimento: Riconoscere e riconoscersi, Interpretare e Scegliere. Sono state le lenti attraverso cui abbiamo affrontato temi centrali come il cambiamento d’epoca, la democrazia e la pace, l’ecologia integrale, l’amicizia sociale e soprattutto lo stile e l’anima dell’operare ACLI.
Gli interventi di esperti come Claudio Sardo (scrittore e giornalista), Susy Galeone (cooperativa La Paranza) e Paola Vacchina (ENAIP) hanno arricchito il confronto. Una parola è risuonata più volte con forza: fraternità. È da lì che possiamo ripartire, per vivere e interpretare la nostra epoca, per costruire speranza, per lottare con i valori e non rassegnarci a un cambiamento passivo.
Per noi animatori di comunità, allora, conoscere da vicino lo stile con cui le ACLI operano nei territori è stato un vero arricchimento: abbiamo potuto toccare con mano i valori che guidano le loro attività e che possono diventare intreccio di collaborazione.
Un desiderio: avviare processi e costruire ponti
Torno a casa, dunque, con un forte desiderio: creare rete con le ACLI della nostra Arcidiocesi, costruire ponti, avviare processi. Perché, come ci ricorda Papa Francesco, “noi dobbiamo avviare processi e non occupare spazi”. E ancora:
“È doveroso valorizzare la storia per costruire un futuro che abbia basi solide, che abbia radici e perciò possa essere fecondo. La memoria non è statica, è dinamica. Implica per sua natura movimento”. “La tradizione non è statica, è dinamica: è la garanzia del futuro, e non la custodia delle ceneri”, ha aggiunto a braccio il Papa.
Giovani protagonisti di un cambiamento dal Vangelo
Sono parole che custodiamo nel cuore e che ci spronano a essere giovani protagonisti di un cambiamento che parte dal Vangelo, si incarna nel lavoro e genera comunità.
Francesca Puleo