Un tempo di preghiera, ascolto e fraternità ministeriale per ritornare all’essenziale del servizio diaconale. Si è svolto a Catanzaro l’incontro di spiritualità dei diaconi permanenti promosso dal delegato episcopale don Francesco Isabello, momento significativo nel cammino di formazione permanente del diaconato dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace.
L’appuntamento ha riunito i diaconi per una giornata di raccoglimento spirituale centrata sulla Parola di Dio e sul rinnovamento interiore del ministero, in un clima di fraternità e di condivisione ecclesiale.
La meditazione sulla Genesi
A guidare la meditazione è stato il diacono Mario Arcuri, che ha proposto un itinerario spirituale sulla Genesi secondo il metodo ignaziano, articolato in preparazione, lectio, meditatio, contemplatio e oratio.
Al centro della riflessione il racconto della creazione: non solo un testo delle origini, ma una parola viva capace di illuminare la vocazione e il servizio del diacono oggi. «In principio c’è Dio – è stato ricordato – non il caso né il caos. La vocazione nasce da un atto gratuito d’amore e non da una necessità funzionale».
La Parola di Dio, efficace e creatrice, è stata proposta come fondamento dell’identità diaconale: una parola che genera, sostiene e orienta il ministero, invitando ciascuno a riscoprire la radice spirituale della propria chiamata.
“Portare luce prima delle attività”
Particolarmente significativo il passaggio dedicato alla luce della creazione, interpretata come immagine del ministero. Prima di fare, Dio illumina: prima delle attività viene la luce del discernimento. Da qui l’invito a verificare il proprio servizio ecclesiale: «Il diacono è uomo della soglia, tra altare e strada. La mia presenza illumina? Porta orientamento evangelico? Oppure moltiplica impegni?».
La meditazione ha sollecitato una rilettura del ministero come custodia e non possesso, come servizio che nasce da una Parola affidabile e si nutre di contemplazione. Centrale anche il richiamo al “sabato del diacono”: la necessità di un tempo gratuito con Dio, senza il quale l’azione pastorale rischia di svuotarsi.
Fraternità e rinnovamento del ministero
L’incontro si è concluso con un tempo prolungato di preghiera e condivisione fraterna, nel segno di una spiritualità che riconduce il ministero alla sua sorgente: la Parola che chiama e continua a creare luce nella vita della Chiesa.
Promosso dal delegato episcopale don Francesco Isabello, l’appuntamento si inserisce nel percorso di accompagnamento spirituale dei diaconi permanenti, chiamati a custodire il proprio servizio nella fedeltà quotidiana e nella gioia sobria del Vangelo.
Una tappa che ha rinnovato nei partecipanti la consapevolezza che, prima di ogni funzione ecclesiale, il diacono resta anzitutto creatura amata e chiamata, posta sotto lo sguardo benevolo di Dio.