La forza della fragilità condivisa

Alla parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino la Giornata del Malato con l’Unitalsi e l’Arcivescovo Maniago: una comunità che cura e accompagna
Alla parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino la Giornata del Malato con l’Unitalsi e l’Arcivescovo Maniago: una comunità che cura e accompagna

Non una semplice ricorrenza liturgica, ma un’esperienza viva di Chiesa che si stringe attorno a chi soffre. Presso la parrocchia di “Santa Teresa di Gesù Bambino” di Catanzaro si è celebrata la Giornata del Malato, vissuta in un clima di intensa partecipazione e fraternità, alla presenza dell’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago.

La giornata è promossa dall’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute, dall’AMCI e dall’Unitalsi, in uno spirito di collaborazione ecclesiale che mette al centro la persona malata e la sua dignità.

L’iniziativa si inserisce nel cammino della XXXIV Giornata Mondiale del Malato, illuminata dal messaggio di Papa Leone XIV, che richiama la comunità cristiana al valore dell’incontro come dono e responsabilità.

Nel suo messaggio, il Santo Padre invita a non «passare oltre», ma a fermarsi come il buon samaritano, donando tempo, vicinanza e cura. E «possiamo affermare con Sant’Agostino che il Signore non ha voluto insegnare chi fosse il prossimo di quell’uomo», ma spiega come farlo: si fa prossimo chi sceglie di avvicinarsi con misericordia.

La chiesa si è riempita di volti, storie e attese. Ammalati, familiari, volontari e operatori pastorali si sono ritrovati insieme per condividere un momento di fede e di comunione, testimoniando come la fragilità non sia un margine della vita ecclesiale, ma uno dei suoi luoghi più autentici.

La celebrazione Eucaristica ha rappresentato il cuore della giornata: attorno all’altare si è resa visibile una comunità capace di accompagnare, sostenere e custodire. Le carrozzine accostate ai banchi, i gesti di cura dei volontari e la presenza attenta delle famiglie hanno restituito l’immagine concreta di una Chiesa che non resta spettatrice del dolore, ma lo abita con discrezione e speranza.

Determinante, come sempre, il servizio dell’Unitalsi, da anni impegnata nell’accompagnamento degli ammalati e nell’organizzazione di momenti di preghiera, pellegrinaggi e incontri. Una presenza silenziosa ma incisiva, che continua a generare relazioni e a rendere tangibile la carità cristiana.

L’associazione, attraverso i suoi volontari, si conferma segno di una pastorale della tenerezza che mette al centro la persona e la sua dignità. La Giornata del Malato diventa così occasione per rinnovare l’impegno di tutta la comunità ecclesiale verso chi vive situazioni di sofferenza, solitudine o disabilità.

Nel suo intervento, l’Arcivescovo ha richiamato il valore evangelico della prossimità, sottolineando come la Chiesa cresca quando sa farsi vicina a chi è più fragile. La sofferenza, ha ricordato, non è mai un’esperienza da vivere in solitudine: la comunità cristiana è chiamata a condividerla e a trasformarla in luogo di incontro e di speranza.

La presenza del Vescovo ha rafforzato il senso di appartenenza ecclesiale, rendendo visibile una Chiesa che cammina insieme, senza lasciare indietro nessuno. Attorno agli ammalati si è così stretta un’intera comunità, consapevole che proprio nelle situazioni più delicate si rivela la verità del Vangelo.

La Giornata del Malato non si esaurisce in un appuntamento annuale, ma diventa richiamo costante a una pastorale attenta e inclusiva. L’incontro vissuto nella parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino ha lasciato un segno profondo, ricordando che la cura delle persone più fragili è misura della maturità di una comunità cristiana.

Tra preghiera, ascolto e condivisione, la giornata ha restituito l’immagine di una Chiesa capace di abitare la sofferenza con delicatezza e fede, trasformando ogni incontro in occasione di speranza.