Una Pasqua vissuta nel segno della riflessione e della responsabilità. Presso la Procura della Repubblica di Catanzaro si è svolta la celebrazione Eucaristica presieduta da don Lino Tiriolo, cancelliere dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, alla presenza di magistrati e personale amministrativo.
Un momento significativo, che ha portato la luce della Pasqua all’interno di un luogo simbolo della legalità e del servizio allo Stato. Durante l’omelia, don Tiriolo ha salutato il Procuratore della Repubblica, Salvatore Curcio, e tutti i presenti, trasmettendo anche gli auguri e la benedizione dell’Arcivescovo Metropolita, S.E. Mons. Claudio Maniago. Un gesto che esprime la vicinanza della Chiesa a chi opera quotidianamente per il bene comune.
La giustizia che incontra la pace
Al centro della riflessione, il significato autentico della giustizia, chiamata a dialogare con la pace e con una visione profondamente umana della persona. La Pasqua, è stato ricordato, non è solo memoria liturgica, ma invito concreto a rinnovare il proprio impegno nella società.
Particolarmente forte il richiamo al legame tra giustizia e misericordia: una giustizia che non si limita alla norma, ma che sa leggere le situazioni, comprendere le fragilità e riconoscere la dignità di ogni uomo e di ogni donna.
Lo sguardo sui poveri e sulle fragilità del nostro tempo
Le parole del Vangelo — «I poveri li avete sempre con voi» — hanno orientato la riflessione verso le molteplici forme di povertà contemporanee. Non soltanto quella materiale, ma anche quella interiore, spesso invisibile, fatta di solitudine, smarrimento e mancanza di relazioni.
Un passaggio particolarmente toccante ha riguardato gli anziani abbandonati, segno di una società che rischia di perdere il senso della memoria e della cura. La Pasqua, in questo contesto, diventa richiamo a una responsabilità condivisa verso i più deboli.
Maria, Madre dell’equilibrio
La celebrazione si è conclusa con un momento di affidamento a Maria, invocata come Madre dell’equilibrio. Una figura che richiama una spiritualità sobria, profonda e quotidiana, capace di accompagnare la vita di ciascuno con discrezione e continuità.
Una Pasqua che illumina il servizio pubblico
Nel cuore delle istituzioni, la celebrazione ha assunto un valore simbolico e concreto: riscoprire il servizio come vocazione. Un servizio che, alla luce della Pasqua, si apre alla speranza e alla responsabilità, orientato alla costruzione di una società più giusta e solidale.
Il messaggio che emerge è chiaro: la vera giustizia non può prescindere dall’umanità. È nel riconoscimento della dignità di ogni persona che nasce ogni autentico percorso di pace.