Non solo percorso culturale e turistico che porterà economia, ma soprattutto itinerario spirituale. È il Cammino di Cassiodoro presentato il 29 maggio nell’ex frantoio della Villa Ceraso dei Lopez-Pascali a Squillace (CZ). Un progetto che promette di segnare una svolta profonda per il territorio calabrese. Più che un semplice itinerario turistico o una scommessa di sviluppo locale, questa iniziativa si rivela come un potente filo conduttore capace di unire comunità, archeologia, cultura e impresa, poggiando su una solida base di identità e fede.
Le parole dell’Arcivescovo
Le parole dell’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace S.E. Mons. Claudio Maniago hanno subito chiarito: è un percorso dello spirito. Nel suo intervento, il presule ha invitato a guardare oltre la pur fondamentale dimensione materiale e turistica del tracciato. «Non si tratta – ha sottolineato – solo di strutturazione di luoghi dal punto di vista culturale, ma di un percorso spirituale, dell’anima; un percorso con cui manifestiamo la bellezza di questa terra».
Il cammino come metafora della vita
Nelle parole del pastore arcidiocesano emerge la visione del cammino come metafora della vita e della fede. Camminare sui passi di Cassiodoro non significa solo attraversare paesaggi millenari, ma intraprendere un pellegrinaggio interiore, un’occasione per fare silenzio, riflettere e riconnettersi con il sacro, guidati dall’eredità spirituale e culturale di una delle figure più luminose della cristianità e della storia calabrese. Una bellezza, quella della terra di Calabria, che si svela così nella sua interezza: non solo estetica, ma profondamente spirituale.
Una rete di istituzioni e comunità
L’incontro, moderato con sensibilità dalla giornalista e conduttrice del Tg5 Paola Rivetta, ha visto la partecipazione di massime autorità istituzionali, partner tecnici e amministratori locali, tutti uniti in una straordinaria sinergia. Il progetto vede la collaborazione del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, dell’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo In Calabria, della Soprintendenza Abap Catanzaro-Crotone, dell’associazione Cassiodoro il Grande e dei Comuni partner del percorso (Catanzaro, Borgia, Squillace e Stalettì).
Cassiodoro tra fede, storia e archeologia
Il legame con la figura di Cassiodoro è d’altronde strettissimo. Come ha spiegato Domenico Benoci, presidente dell’Istituto Cassiodoro, il cammino nasce proprio all’interno delle attività volte a rilanciare l’interesse scientifico sul grande statista e monaco, anche in vista del suo processo di canonizzazione. Il professor Benoci lo ha definito come un vero e proprio “archeocammino”, èerché il percorso integra in modo unico storia e archeologia cristiana, splendori paesaggistici e natura incontaminata, tradizioni artigianali, enogastronomia e oralità locale, devozione e spiritualità profonda.
Economia lenta e luoghi da riabitare
«Investire nel cammino – ha sottolineato Benoci – significa pianificare un’operazione che permette di mostrare e riabitare i luoghi», generando un’economia lenta, costante e lontana dal turismo “mordi e fuggi”. A dare un supporto moderno e personalizzato ai pellegrini di oggi ci penserà lo strumento digitale “AppyPilgrim”, presentato da Roberta Mazzeo e Valerio Rositani, che accompagnerà i viandanti passo dopo passo, coniugando l’antica tradizione del pellegrinaggio alle nuove tecnologie.
Il valore universale del camminare
La dimensione universale e trasformativa del viaggiare a piedi è stata confermata da sguardi internazionali e autorevoli. Violina Hristova, vicepresidente dell’associazione della Stampa Estera, ha ricordato la forza speciale dei cammini nel creare un contatto autentico con territori e persone; mentre il giornalista del Tg5 Sebastiano Sterpa, richiamando la celebre esperienza del Cammino di Santiago, ha ribadito come queste esperienze siano opportunità uniche per conoscere il mondo e se stessi.
Il sostegno della Regione Calabria
Anche la politica e le istituzioni locali si muovono allineate su questa visione di riscatto identitario. Il vicepresidente della Regione Calabria Filippo Mancuso ha espresso la volontà di raccontare una regione che non sia solo mare e paesaggi, ma che «appartiene ai grandi personaggi della storia, come Cassiodoro». Un impegno supportato anche a livello legislativo, come ricordato da Cosimo C. Caridi (dirigente del Dipartimento regionale Turismo), che ha accennato alla legge regionale sui cammini e al primo catasto regionale dei percorsi, e dall’ex consigliere regionale Pietro Molinaro, primo firmatario della mozione consiliare per la valorizzazione di Cassiodoro. Un sostegno di rete ribadito con forza anche da Marziale Battaglia, presidente del Gal Serre Calabresi.
Borghi, identità e riscoperta di sé
Infine, la chiusura ideale del cerchio è arrivata dai sindaci e amministratori del territorio. L’assessore alla cultura di Catanzaro Donatella Monteverdi ha rimarcato la necessità di incentivare le imprese culturali locali. Ma sono state le parole dei sindaci di Stalettì e Squillace a ricongiungersi idealmente alla dimensione interiore tracciata dall’Arcivescovo: se per Mario Gentile (primo cittadino di Stalettì) il cammino è un modo nuovo di riappropriarsi del territorio, per Enzo Zofrea (sindaco di Squillace) rappresenta una straordinaria opportunità per valorizzare i borghi, ma soprattutto per «riscoprire sé stessi e la storia».
Un itinerario da accogliere nel cuore
Il Cammino di Cassiodoro si offre così al mondo: non solo come una mappa da percorrere con i piedi, ma come un itinerario dello spirito da accogliere nel cuore.
Carmela Commodaro