Ci sono giornate che superano il protocollo e diventano memoria viva di una Città. Catanzaro ne ha vissuta una nella chiesa di “San Giovanni Battista”, dove la presenza del Cardinale Baldassare Reina, Vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha dato all’investitura a Cavaliere di Malta ad honorem un significato ben più ampio di una cerimonia formale: quello di un evento spirituale, ecclesiale e civile insieme.
Una presenza che rafforza la Chiesa locale
Ad accogliere il Cardinale, in un clima di intensa partecipazione, l’Arcivescovo Metropolita Mons. Claudio Maniago e il Vicario Generale Mons. Salvatore Cognetti, segno concreto di una Chiesa diocesana capace di mostrarsi unita nei momenti più significativi. La comunità di San Giovanni Battista, grazie alla disponibilità di don Salvino e don Massimo Cardamone, si è fatta casa ospitale per una liturgia curata con solennità e raccoglimento.
L’arrivo di Sua Eminenza ha dato alla celebrazione un respiro che ha oltrepassato i confini cittadini, inserendo Catanzaro in quella rete di relazioni ecclesiali che uniscono la Chiesa locale al cuore della cristianità.
La voce del Buon Pastore nel rumore del mondo
Particolarmente incisiva l’omelia del Cardinale Reina, che ha richiamato i fedeli a discernere tra il frastuono di un tempo segnato da inquietudine e la voce di Dio, mite ma capace di orientare con forza. Un’immagine, quella del Buon Pastore, proposta non come consolazione facile, ma come guida autentica.
La voce del Signore – ha sottolineato il porporato – non confonde né seduce, ma conduce. È riconoscibile perché parla al cuore con verità, ha “il sapore di casa” e sa rialzare l’uomo dalle sue fragilità senza lasciarlo prigioniero delle proprie paure.
Tradizione, carità e servizio
La celebrazione è stata anche occasione per rinnovare la missione storica della Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad honorem di Catanzaro, custodita con dedizione dal Priore Luigi Vincenzo Merante. Nel suo intervento, Merante ha ricordato il legame plurisecolare con l’Arcibasilica Lateranense, richiamando la bolla di Papa Innocenzo XI del 1688, segno di una storia che continua a parlare al presente.
Non solo memoria, ma anche concretezza: la firma del protocollo d’intesa con il Gruppo Citrigno ha rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata, traducendo i valori confraternali in prossimità reale verso i più fragili attraverso servizi sanitari agevolati e gratuiti.
I simboli di una giornata destinata a restare
Tra i gesti più intensi, la consegna al Cardinale del “Simulacrum 2026” del maestro Giuseppe Fata, volto artistico di Maria Santissima, e il dono del volume dedicato alla simbologia araldica cristiana con lo stemma del Cardinale Reina, accompagnato dal suo motto episcopale: “Caritas patiens est”.
Un’espressione che ha riassunto il senso profondo dell’intera giornata: la carità come pazienza, fedeltà e servizio.
Oltre il rito
L’investitura vissuta a Catanzaro non è stata soltanto una celebrazione d’onore, ma una chiamata collettiva a riscoprire il valore delle istituzioni quando esse si pongono al servizio della fede e del bene comune. Nella compostezza dei confratelli, nella cura liturgica, nella qualità delle relazioni ecclesiali e civili, la città ha visto riflessa una forma alta di testimonianza.
In un tempo spesso segnato dalla dispersione, San Giovanni Battista è diventata così il luogo in cui tradizione e futuro si sono incontrati, ricordando che la fede, quando si fa storia condivisa, può ancora illuminare il cammino di un popolo.
Carmela Commodaro