Premio Città Solidale 2025: storie di impegno e futuro

Una mattinata che guarda lontano, ma che affonda le radici nel presente. Il 24 settembre, nell’Aula Sancti Petri, si è tenuta l’XI edizione del Premio Città Solidale, promossa dalla Fondazione Città Solidale. Tema centrale: i 5 Goal dell’Agenda 2030 – lotta alla povertà, salute e benessere, parità di genere, lavoro dignitoso e comunità sostenibili. Cinque obiettivi che non sono solo parole, ma orizzonti di cambiamento e responsabilità collettiva.

Protagonisti della giornata sono stati i volti e le voci di chi, ogni giorno, trasforma l’impegno in azione concreta: Khady Sene, attivista per i diritti dei migranti; Officine Buone, con il potere della musica come terapia; Giulia Blasi, scrittrice e voce autorevole nel contrasto alla violenza di genere; Marco Omizzolo, sociologo e testimone di una lotta civile contro il caporalato; e l’Ecovillaggio Gaya – Mondo di Unione, simbolo di sostenibilità e comunità.

Le testimonianze hanno toccato corde profonde. Khady Sene ha richiamato l’attenzione sull’umanità di chi migra e sul valore della dignità. Officine Buone ha mostrato come la bellezza dell’arte possa farsi cura. Giulia Blasi ha invitato a non tacere di fronte alla violenza. Marco Omizzolo ha raccontato il coraggio e il prezzo della verità, in una battaglia che ha restituito voce e diritti a migliaia di braccianti. Infine, Gaya ha testimoniato che un altro modo di abitare il mondo è possibile.

La premiazione è stata anche occasione di confronto tra società civile, istituzioni, Chiesa e mondo accademico. A sottolinearne l’importanza è stata la presenza dell’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, del prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, del questore Giuseppe Lunares, del prof. Alberto Scerbo e di numerose autorità civili e militari.

La firma del Protocollo Zeus con la Questura di Catanzaro ha suggellato l’impegno comune contro la violenza, trasformando l’evento in una tappa concreta di partecipazione e corresponsabilità.