Ci sono legami che il tempo non cancella e distanze che non riescono a separare le persone. È la storia dell’amicizia tra don Gregorio Montillo, oggi parroco a Davoli Marina, e un gruppo di suoi ex parrocchiani della comunità dei Santi Felice e Regula di Thalwil, nei pressi di Zurigo.
Trentotto persone hanno raggiunto la Calabria per ritrovare il sacerdote che molti anni fa era stato il loro parroco. All’epoca erano giovani della comunità e con don Gregorio avevano condiviso un tratto importante del loro cammino umano e cristiano.
Già trent’anni fa erano venuti a trovarlo in Calabria. Ora, a distanza di altri tre decenni, hanno voluto rinnovare quell’esperienza, dimostrando come le relazioni autentiche nate all’interno di una comunità cristiana possano resistere al tempo e alla distanza.
Un viaggio nel cuore della Calabria
Il soggiorno è diventato anche un’occasione per conoscere alcuni dei luoghi più significativi della regione.
Accompagnati da don Gregorio, gli ospiti svizzeri hanno visitato Serra San Bruno, Mongiana e Gerace, entrando in contatto con la storia, la spiritualità, la cultura e le bellezze del territorio calabrese.
Non è mancata l’attenzione alle tradizioni e alle attività produttive locali. Particolarmente significativa è stata la visita a un’azienda agricola, dove gli ospiti hanno potuto conoscere da vicino la provenienza e i processi di produzione di alcuni prodotti calabresi che arrivano anche sulle tavole della Svizzera.
L’incontro si è concluso con un momento conviviale offerto dall’azienda, ulteriore occasione di conoscenza e condivisione.
La Messa bilingue e l’incontro con la comunità
Il cuore dell’esperienza è stato però l’incontro tra le persone e tra le comunità.
Particolarmente partecipata la celebrazione della Messa bilingue, segno concreto di una fede capace di superare le differenze linguistiche e geografiche. Alla celebrazione è seguito un momento conviviale che ha riunito circa 150 persone.
Una grande festa dell’amicizia, dunque, ma anche un’esperienza autenticamente ecclesiale. Persone provenienti da storie e luoghi differenti si sono ritrovate attorno alla stessa mensa e alla stessa fede, riscoprendo la bellezza di appartenere a una Chiesa che vive di incontri, relazioni e legami.
Insieme alla processione del Corpus Domini
Tra i momenti più significativi del soggiorno anche la partecipazione alla processione del Corpus Domini.
Gli ospiti provenienti da Thalwil hanno preso parte alla celebrazione portando la bandiera della loro comunità. Un gesto semplice ma particolarmente eloquente: due comunità geograficamente lontane hanno camminato insieme dietro l’Eucaristia, rendendo visibile una comunione costruita nel corso degli anni e mai interrotta.
«È stato un momento di Chiesa, di Chiesa sinodale», ha sottolineato don Gregorio Montillo, sintetizzando il significato più profondo dell’esperienza.
La sinodalità, infatti, non si esprime soltanto attraverso incontri, documenti e programmi, ma prende forma nella capacità di camminare insieme, custodire le relazioni, accogliersi reciprocamente e riconoscere nell’altro un fratello.
Il ritorno in Calabria degli antichi parrocchiani di Thalwil racconta così qualcosa che va oltre la cronaca di una visita. Racconta la fecondità di un ministero sacerdotale capace di lasciare tracce profonde nella vita delle persone e di generare relazioni che resistono al passare degli anni.
Dopo trent’anni, ritrovarsi ancora una volta ha significato scoprire che il tempo trascorso non aveva cancellato quanto seminato. Un’esperienza di memoria e gratitudine, ma soprattutto una testimonianza del volto più bello di una Chiesa fatta di persone, incontri, amicizia e comunione.