Don Giorgio Bonapace: tra memoria e futuro (40 anni dopo)

A distanza di 40 anni dalla morte di don Giorgio Bonapace , la comunità Parrocchiale di San Pio X ha voluto ricordare la figura del primo parroco programmando una serie di appuntamenti che hanno visto la presenza di tanti che lo hanno conosciuto a apprezzato per le sue doti di umanità e grande capacità di rispetto della persona.

L’occasione non è stata di quelle commemorative improntate al nostalgico ricordo di qualcosa di irripetibile ma ha voluto essere l’occasione per progettare nuove strategie di fermento di un futuro da inventare ogni giorno.

Con queste motivazioni illustrate dall’attuale parroco Don Franco Isabello ha avuto seguito, giorno 25 novembre, dopo la celebrazione della messa in suffragio presieduta da don Salvino Cognetti, vicario Generale, un incontro – testimonianza con il contributo della professoressa Antonella Aletta e del dott. Tonino De Marco.

Già nel corso dell’omelia , don Cognetti ha posto l’accento sulla grande stima di cui godeva don Giorgio da parte del vescovo Mons. Fiorentino che non ha esitato ad assegnargli incarichi importanti all’interno della diocesi tra i quali quello di assistente della Giac – la gioventù italiana di azione cattolica, di assistente delle pontificie opere missionarie, di responsabile ufficio catechistico diocesano, di membro del Consiglio presbiteriale fino all’affidamento da parte dell’arcivesco Fares della nuova parrocchia
di San Pio X .

“Ricordo la bellezza della sua esistenza” ha poi affermato il Vicario in un altro passaggio della sua omelia precisando come “ i 35 anni di sacerdozio di don Giorgio abbiano lasciato un segno profondo nella vita della nostra città. In anni di contestazione e non di dialogo e di mediazione, don Giorgio , con una grande senso di paternità ha avuto la capacità di raccogliere le persone e in particolare il mondo giovanile attorno a sé ”.

A tal proposito lo stesso ha ricordato che, in linea con il particolare legame che don Giogio aveva con i giovani, i familiari del sacerdote hanno voluto donare al Seminario Teologico Calabro “ San Pio X” un contributo per sostenere la formazione dei futuri preti di Calabria.

Una lettura della figura profetica di don Giorgio è stata poi condivisa nel corso delle testimonianze resa nel corso della successiva Tavola Rotonda dall’emblematico tema conduttore: “Tra memoria e futuro” che hanno puntato l’attenzione sull’esempio trascinante e innovatore testimoniato da don Giorgio nel momento storico che lo ha visto profeta di Speranza.

La professoressa Aletta, nel ricordare la “presenza travolgente” di don Giorgio conosciuto nel corso degli studi liceali , non ha mancato di evidenziare la capacità di rispettare sempre la libertà altrui dialogando con tutti, la capacità di discernimento, la valorizzazione dei talenti di tutti, la sua capacità a saper chiedere aiuto ai laici e non ultima la sua capacità di riconoscere il ruolo delle laiche dando dignità alle donne e riconoscendole degne di attenzione e di ascolto.

A tal proposito la stessa ha ricordato la chiamata proprio da don Giorgio, all’epoca studentessa universitaria, ad essere ministro dell’Eucarestia in un epoca in cui tale servizio era reso solo da uomini.
“Se c’è una cosa che ho imparato dal lui che nella vita ha seminato speranza , è stata quella di lavorare per dare speranza ai nostri giovani purtroppo spesso privi di speranza e di riferimenti”.

“Più educatore che professore è per me la figura di don Giorgio conosciuto ai tempi del liceo” lo ha ricordato così Tonino De Marco. Educatore e promotore di libertà, che non si imponeva ma godeva della crescita dei suoi giovani, un apostolo dei giovani che riversava su di loro lo stesso sguardo di Gesù, lasciava parlare e ascoltava come se volesse dire ad ognuno dei suoi ragazzi : ti rendo libero nelle tue scelte ma ti
accompagno”.

Nell’evidenziare appunto il ruolo di educatore connesso a quello di animatore di fede di don Giorgio. De Marco ha ricordato gli animati dibattiti su società e politica, che videro tra le tante iniziative simbolo di un processo di cambiamento della testimonianza dei cattolici a Catanzaro: la nascita della Rivista “Il Sentiero”, con la quale “don Giorgio fu forse iniziatore di quel processo di cambiamento della testimonianza dei cattolici a Catanzaro animati da persone del calibro di Ameduri, Maida, Tropiano, che segnò il tempo di rottura del tradizionalismo della Chiesa a Catanzaro”.

Dunque momenti di preghiera e di riflessione ecclesiale, che in quegli anni di fermento e di rottura portarono molti dei giovani alla scelta dell’impegno politico, sociale ed ecclesiale.

A tal proposito De Marco ha aggiunto che “Grazie e attorno a lui è cresciuta una comunità di giovani e adulti che hanno sperimentato, in forme diverse, strade di impegno professionale, culturale, politico ispirate a principi di solidarietà e di giustizia, testimoni degli anni del valore educativo di Don Giorgio.

Aveva ragione Mons. Cantisani Arcivescovo nell’omelia della messa del commiato a Don Giorgio nella sua omelia: “Don Giorgio era l’apostolo dei giovani, colui che ha preso a cuore quella ricchezza che è la gioventù. Don Giorgio ha fissato i giovani con lo sguardo di Gesù, li ha amati, condividendo speranze, utopie, inquietudini, pene, dando loro libertà e fiducia”.

Non sono mancati inoltre gli interventi del prof. Vitale già Preside del liceo Galluppi che riconoscendo le doti di personalità forte e di persona “intelligente e insieme colto” ne ha ricordato il rapporto con i giovani insieme “impegnato e scanzonato”.

L’avv. Colica ha poi posto l’accento sulla necessità – oggi come allora – di “presenze attente che abbiano quale fine primario il coinvolgimento e la formazione dei più giovani educandoli ad una capacità di ricerca che passi anche attraverso grandi discussioni”.

Le iniziative programmate in occasione del 40° anniversario della morte di don Giorgio Bonapace si sono concluse nella serata dello scorso 28 novembre con un concerto di musica da Camera per pianoforte e flauto organizzato in collaborazione con la sezione Agimus – Associazione Giovanile Musicale – di Catanzaro e aperto alla città in una affollata sala concerti del Comune di Catanzaro.

I Maestri Tusha Ilaria Silipo (pianoforte ) e Lavinia Mancuso (flauto) attraverso la loro coinvolgente esibizione hanno emozionato i presenti, sulle note di autori come Debussy, Chopin, Faurè, Donizzetti e TchaiKovsky.

Tema della serata musicale presentata di Azzurra Conforto, “Dalla malinconia alla passione” appositamente pensato dalle artiste per spiegare che “dalla malinconia del ricordo delle persone speciali che segnano la vita di ognuno di noi, deve nascere la capacità di portare avanti le proprie scelte con la stessa forza della passione di chi ci ha preceduto”.

Ida Bonapace