Una comunità riunita nella preghiera, nella gioia e nel desiderio di vivere con intensità il tempo pasquale. Così Vallefiorita ha accolto l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, in occasione della Festa della Divina Misericordia, vissuta domenica 12 aprile nella parrocchia dei “Santi Sergio e Soci”.
L’arrivo dell’Arcivescovo in piazza Matteotti è stato accompagnato dalla presenza di numerosi fedeli, delle autorità civili e militari, delle associazioni del territorio e dei sacerdoti della forania. Ad accoglierlo, insieme al parroco don Salvatore Gallelli e al vicario foraneo don Antonio De Gori, anche il sindaco Salvatore Megna e diversi rappresentanti delle istituzioni locali. La giornata si è così trasformata in un momento di incontro autentico tra Chiesa e territorio, nel segno della misericordia e della comunione.
Una fede che diventa vita
Nel corso della celebrazione Eucaristica, Mons. Maniago ha richiamato il significato profondo della Pasqua come tempo di pace, riconciliazione e speranza. Ha invitato la comunità a non vivere la fede soltanto come tradizione o appartenenza esteriore, ma come esperienza concreta capace di orientare la vita quotidiana.
L’Arcivescovo ha sottolineato come la comunità cristiana trovi il suo centro nella presenza viva del Risorto: nella Chiesa, nell’altare, nella croce e nel pane spezzato. Da qui l’invito rivolto ai fedeli a “piantare Gesù al centro della propria vita”, perché soltanto da Lui possono nascere relazioni nuove, capacità di perdono e speranza per il futuro.
Il ricordo di San Giovanni Paolo II
Al termine della celebrazione, il corteo si è spostato presso la Cona di San Rocco, lungo Corso Europa, dove è stato svelato e benedetto un dipinto dedicato a Giovanni Paolo II, realizzato dall’architetto Claudio Bongarzone con il patrocinio dell’amministrazione comunale.
Il gesto ha assunto un significato particolare proprio nel giorno della Divina Misericordia, festa voluta da san Giovanni Paolo II per tutta la Chiesa. La benedizione del dipinto ha concluso una giornata intensa, nella quale fede, memoria e appartenenza si sono intrecciate, lasciando nella comunità un segno profondo di unità e di rinnovata speranza.