Don Roberto Corapi ai giovani: “Non rassegnatevi alla logica della guerra”

Al Campus universitario di Catanzaro il cappellano degli studenti richiama il pensiero di don Tonino Bello e invita le nuove generazioni a diventare “artigiani di pace”.
Al Campus universitario di Catanzaro il cappellano degli studenti richiama il pensiero di don Tonino Bello e invita le nuove generazioni a diventare “artigiani di pace”.

Ci sono parole che non invecchiano. Sono le parole che nascono dal Vangelo e attraversano il dolore della storia. Come membro di Pax Christi, don Roberto Corapi richiama spesso le riflessioni di don Tonino Bello per denunciare la brutalità della guerra. Non sono parole ideologiche, ma parole che parlano al cuore.

La guerra non è mai una soluzione. È un fallimento dell’umanità. È una sconfitta della politica. È una ferita aperta nel corpo dei poveri. Non esistono bombe intelligenti. Non esistono vittorie pulite. Ogni conflitto lascia dietro di sé macerie materiali e morali.

Don Tonino ricordava che la pace non è semplicemente assenza di guerra, ma costruzione quotidiana di giustizia. Significa scegliere di essere artigiani di pace, anche quando il mondo sembra preferire il rumore delle armi al silenzio del dialogo.

Parliamo alle coscienze. Svegliamo l’indifferenza. Ricordiamoci che ogni vita spezzata riguarda tutti. La guerra disumanizza. Solo la pace restituisce dignità.

Nel cuore del Campus universitario di Catanzaro, don Roberto Corapi, cappellano degli studenti, ha rivolto ai giovani un appello semplice e diretto: non lasciarsi anestetizzare dall’abitudine alla violenza e all’indifferenza.

Davanti a un mondo attraversato da conflitti e tensioni crescenti, il sacerdote ha invitato gli universitari a non considerare la guerra come un fatto lontano o inevitabile.

«Ogni guerra – ha sottolineato – è una ferita che riguarda l’intera famiglia umana. Non possiamo restare spettatori distratti mentre la dignità delle persone viene calpestata».

Nel suo intervento ha richiamato il pensiero di don Tonino Bello, vescovo e testimone profetico di pace, già presidente di Pax Christi.

Don Tonino parlava di “artigiani di pace”, uomini e donne capaci di costruire relazioni nuove anche nei contesti più difficili. Un’espressione che don Corapi ha rilanciato come programma di vita per le nuove generazioni.

Nel contesto accademico del Campus dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, il cappellano ha sottolineato come lo studio non debba essere solo preparazione professionale, ma anche crescita umana e responsabilità sociale.

«La cultura – ha detto – o è strumento di pace oppure rischia di diventare complice delle ingiustizie».

Il coraggio della pace

Ai giovani ha chiesto coraggio: il coraggio di informarsi, di sviluppare spirito critico, di non lasciarsi trascinare dall’odio diffuso nei social e nei dibattiti pubblici. Ma soprattutto il coraggio di scegliere il dialogo, la solidarietà e la vicinanza concreta a chi soffre.

«La pace non è un’idea romantica – ha concluso – è una scelta quotidiana. Comincia dalle parole che usiamo, dai giudizi che esprimiamo, dalle relazioni che costruiamo. Se cambia il cuore, può cambiare anche la storia».

Un invito a non delegare ad altri la responsabilità del futuro. Perché la pace, come ricordava don Tonino, nasce da coscienze sveglie.