Questa seconda domenica di avvento ha come protagonista Giovanni il Battista, presentato secondo la versione che ci offre il vangelo di Matteo, che ci accompagnerà durante questo nuovo anno liturgico.
Le parole che il Battista rivolge alle folle sono chiare, precise e dirette: “Convertitevi perché il Regno dei cieli è vicino”. Cioè cambiate la vostra vita, cambiate soprattutto il vostro modo di pensare. L’immagine che il Battista ci propone è particolarmente severa; un Dio che esige conversione piena altrimenti sono guai per tutti.
Ma il Battista sa che dietro a questa immagine severa di Dio, c’è qualcuno che spazzerà anche le sue stesse attese che mostrerà al mondo il volto di un Dio che è un Padre che ama. Questo qualcuno trattasi di un re che non giudicherà secondo leapparenze.
Compito di noi credenti, allora, in questa epoca di eclissi di Dio come la definiva Martin Buber, diventa quello di annunciare con la vita, ed ecco qui la conversione predicata dal Battista, che Dio viene ancora oggi nella storia; un Dio che vuole la salvezza di ogni creatura. Giovanni Battista, il grande umile, preghi per noi; dal tronco di Iesse, che siamo tutti noi, germogli ancora una volta quel virgulto della giovinezza dell’umanità che è Gesù Cristo.
II Domenica di Avvento: “Il Regno dei cieli è vicino”
Questa seconda domenica di avvento ha come protagonista Giovanni il Battista, presentato secondo la versione che ci offre il vangelo di Matteo, che ci accompagnerà durante questo nuovo anno liturgico.
Le parole che il Battista rivolge alle folle sono chiare, precise e dirette: “Convertitevi perché il Regno dei cieli è vicino”. Cioè cambiate la vostra vita, cambiate soprattutto il vostro modo di pensare. L’immagine che il Battista ci propone è particolarmente severa; un Dio che esige conversione piena altrimenti sono guai per tutti.
Ma il Battista sa che dietro a questa immagine severa di Dio, c’è qualcuno che spazzerà anche le sue stesse attese che mostrerà al mondo il volto di un Dio che è un Padre che ama. Questo qualcuno trattasi di un re che non giudicherà secondo leapparenze.
Compito di noi credenti, allora, in questa epoca di eclissi di Dio come la definiva Martin Buber, diventa quello di annunciare con la vita, ed ecco qui la conversione predicata dal Battista, che Dio viene ancora oggi nella storia; un Dio che vuole la salvezza di ogni creatura. Giovanni Battista, il grande umile, preghi per noi; dal tronco di Iesse, che siamo tutti noi, germogli ancora una volta quel virgulto della giovinezza dell’umanità che è Gesù Cristo.
Diacono Andrea Arcuri
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